Petizione su abolizione caselli autostradali

Petizione per abolizione caselli autostradali e introduzione del bollino elettronico

 

Lungo la rete autostradale italiana sono frequenti code ai caselli e incolonnamenti a causa del pagamento del pedaggio.

I caselli sono spesso inadeguati a servire i flussi di traffico in tempi ragionevoli, inoltre non sono attrezzati per riscuotere il pagamento in modalità differenti, laddove non consentono di pagare con carte bancarie ma solo in contanti.

Talvolta a fronte di un pagamento irrisorio (ad es. 1 euro) si creano fortissimi disagi al traffico che rischiano di causare ritardi in operazioni di soccorso, tamponamenti, danni all’economia per via di ritardi cronici da parte di lavoratori pendolari costretti all’uso del mezzo privato in assenza di una rete di trasporto pubblico adeguata, efficace ed efficiente.

La frammentazione della rete autostradale italiana andrebbe superata, quanto meno nella fase di raccolta del pedaggio i cui tratti sono gestiti da numerose aziende concessionarie (record europeo) di cui la maggior parte è a maggioranza privata (il 76% della rete nel 2017 ha generato lauti profitti prevalentemente per privati).

Inoltre, di anno in anno, i vari Governi hanno consentito ai concessionari di incrementare il pedaggio autostradale.

Quest’anno (2018) la Befana ha portato due regali alle concessionarie. Il solito “robusto” aumento dei pedaggi e la modifica del nuovo codice degli appalti. I concessionari dicono che “gli aumenti non dipendono da loro ma da direttive nazionali”, per il governo dipendono dal piano d’investimento delle concessionarie. Sta di fatto che ogni anno crescono i pedaggi nella giungla tariffaria delle 27 concessionarie italiane (record europeo per numero di gestori). Con il primo gennaio spiccano gli aumenti del 53% della Aosta-Morgex, della Milano Serravalle con +13,9%. La concessionaria, proprietaria della costruenda Pedemontana, deve sostenerne la situazione pre-fallimentare evidenziata dal tribunale di Milano. (…) Grazie al trasporto pubblico locale peggiore d’Europa, i forzati dell’automobile (oltre l’80% del totale dei pendolari) non hanno scampo: debbono usare e pagare le salate autostrade.
(tratto da articolo di Dario Ballotta su Il Fatto Quotidiano, 2 gennaio 2018).

Nonostante i 2/3 della rete italiana siano vecchi e già ammortizzati, i 27 concessionari possono contare su continui aumenti della produttività e sulla riduzione dei costi derivanti dall’automazione (come in questo caso), dalla riduzione degli addetti del settore, dalle esternalizzazioni di attività, da piani fantasma d’investimento che sono ai minimi storici. Nel 2018 si spenderanno 800 milioni di euro quando erano previsti (fonte Aiscat) 2,4miliardi. Tutti i parametri economici positivi, compresa l’incredibile crescita del traffico, anche grazie alla pessima condizione delle strade italiane, ha consentito ai monopoli autostradali di beneficiare di lauti extraprofitti. Eppure gestire un’autostrada in concessione pagata dallo Stato o dai ricavi dei pedaggi è attività semplice e, quel che più conta, senza rischi imprenditoriali.
Tutte le estensioni di rete sono state finanziate a debito e i debiti ripagati con i pedaggi. Inoltre attraverso le proroghe delle concessioni si perpetuano le rendite per le società concessionarie facendo sì che gli investimenti vengano pagati due volte dai cittadini. ”
(tratto da articolo di Dario Ballotta su Il Fatto Quotidiano, 8 aprile 2018).

Piccola nota ironica: il tratto Napoli-Pompei-Salerno. uno dei peggiori in assoluto in fatto di traffico e rallentamenti, caratterizzato da epiche code ai caselli a causa dei micropedaggi, è gestito in regime di proroga dalla Società Concessionaria Autostrade Meridionali il cui acronimo è SCAM che in inglese significa truffa.

 

SOLUZIONE

Per quanto esposto, si chiede che, al pari di quanto già in atto in altri Paesi europei (Austria, Svizzera, Slovenia, Ungheria, Romania, etc.) anche in Italia sia introdotto un BOLLINO elettronico olografico di validità annuale, da apporre sull’autoveicolo, valido per l’attraversamento di tutta la rete autostradale.

Ricevuta di pagamento – Il bollino, all’atto di vendita, sarà accompagnato da un documento che prova la transazione, da conservare nell’autoveicolo assieme agli altri documenti di viaggio. Tale ricevuta sarà necessaria per la richiesta di un duplicato che annullerà il precedente.

Dove acquistarlo – Il bollino sarà acquistabile online tramite il sito della società Autostrade per l’Italia o presso ricevitorie telematiche del lotto, tabaccai o altre attività commerciali simili, oltre che all’ingresso di alcune autostrade e presso alcune stazioni di servizio.

Validità – La validità del bollino sarà pari a un anno solare. Il bollino vale esclusivamente per un autoveicolo o motoveicolo, infatti ad ogni bollino (che ha un codice alfanumerico) corrisponde esclusivamente un mezzo identificato con la targa automobilistica. Questo perché se disponibile in formati più brevi potrebbe scoraggiare l’utilizzo di autostrade in favore di strade di rango inferiore, solitamente urbanizzate.

Costo – Il costo del bollino dovrà essere in linea con quello di altri Paesi europei e varierà al ribasso a seconda del mese di acquisto, avvicinandosi alla fine dell’anno (comunque non sarà inferiore al 50% del costo totale). Si propone di partire con una tariffazione annuale di 90 euro. Il costo varia a seconda del mezzo (es. motoveicolo, autoveicolo, autotreno, etc.)

Multe per assenza di bollino – In assenza di bollino, il proprietario dell’auto risultante dalla targa riceverà multe pari a un importo che va da 10 a 100 volte il costo intero del bollino annuale.

In caso di difetto o perdita del bollino – In caso di difetto del bollino sarà possibile chiedere un nuovo bollino pagando un corrispettivo di emissione pari al 10% dell’intero costo annuale. Provando il pagamento (targa e numero del bollino) sarà possibile cancellare l’eventuale multa ricevuta. L’emissione di un nuovo bollino annullerà il precedente.

Redistribuzione corrispettivi – La redistribuzione dei corrispettivi agli enti gestori sarà fatta principalmente in base ai volumi di traffico e ad altri fattori che saranno individuati di concerto con il Ministero dei Trasporti. Tuttavia sarebbe auspicabile che si giunga a un concessionario unico per l’intera rete.

 

RISULTATI

Con questa soluzione, si potranno eliminare del tutto i caselli autostradali e le conseguenti code che causano i gravissimi disagi menzionati in premessa. Anche il sistema Telepass sarà abolito non essendo più necessario con la presenza del bollino elettronico. Questa soluzione, inoltre, comporterà notevoli risparmi per via della riduzione del personale ai caselli e del sistema di riscossione che sarà interamente informatizzato.

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Bernard Stiegler Filosofo Francese Tecnologia Web

La lezione di Bernard Stiegler, critico della tecnologia contemporanea

Bernard Stiegler Filosofo Francese Tecnologia Web

Il 6 agosto 2020 è scomparso il filosofo francese Bernard Stiegler, uno dei più grandi pensatori contemporanei, secondo cui il mondo è diventato sporco perché ci sono molti conflitti e un generale deterioramento dello stato morale. Il suo lavoro teorico ha esplorato i temi della tecnologia e di come questa influenzi da sempre l’umanità e il lavoro. Tra le sue opere più note c’è il ciclo La technique et le temps, e in particolare il primo volume La faute d’Épiméthée.

“Ciò che ci fa impazzire è la mancanza di capacità di generare prospettive di sostenibilità a lungo termine. I giovani non sognano più di mettere su famiglia, sanno che non avranno più un lavoro, che sono una delle ultime generazioni prima della fine. Questo è un punto di vista ampiamente condiviso, che può essere pericoloso, portare alla droga, al suicidio o forse anche entrare a far parte di un movimento come Daesh “.

Secondo Stiegler siamo in un’era senza epoca.

“Un gruppo umano vive in un’epoca comune perché condivide un passato comune e desideri comuni, con un orizzonte comune di aspettativa. Oggi non c’è orizzonte in attesa, perché la tecnologia distruttiva che si è sviluppata, soprattutto a partire dal 1993, con il web fa sì che oggi quasi 4 miliardi di esseri umani abbiano lo smartphone, anche in Africa, in India. . Questa tecnologia ha creato un processo chiamato dirompente “.

La perturbazione è un approccio che consiste nel superare avversari e poteri pubblici, sviluppando innovazioni dirompenti estremamente violente, come Uber, AirBNB, ecc. Questo processo di accelerazione supera gli organi deliberativi che arrivano sempre troppo tardi per regolamentare.

“Questo produce quello che io chiamo il Far West tecnologico: è il primo che spara a vincere. Il risultato è anche la disperazione di questi giovani che pensano che non ci sia più un futuro per loro. Questo è quello che pensano anche molte persone, compresi gli elettori di Donald Trump. Che quindi votano Trump che racconta loro una storia secondo cui “ce la caveremo”.

Bernard Stiegler incoraggia l’Europa a rilanciare una vera politica industriale, una vera politica di ricerca, con ingenti investimenti pubblici. Dobbiamo restituire al World Wide Web il significato che aveva all’inizio, nel 1993, cioè creare la possibilità per tutti di comunicare, fare rete, valorizzando le singolarità. Tra il 2007 e il 2010 c’è una doppia svolta, prima con lo smartphone, poi con Facebook.

“È standardizzazione attraverso i big data: interagisci su una piattaforma che ha tutta una serie di informazioni su di te e che lavora per fare correlazioni, su scala globale, in tempo reale, su 4 miliardi di persone che interagire contemporaneamente su smartphone e questo produce pupazzi digitali: sei guidato dalla piattaforma, sei coinvolto in una logica di marketing che ti farà fare cose che non volevi fare. Su Facebook è assolutamente catastrofico. C’è un malessere in questo modello, e ci rendiamo conto che forse non è così interessante dal punto di vista economico ma che inoltre crea molto distorsioni sociali “.

Questo è ciò che distrugge la società, fatta di sistemi sociali: famiglia, istruzione, religione, diritto, economia, processi condivisi dalle comunità. Tutti questi modi di vita comuni vengono distrutti da questi dispositivi. Una politica industriale europea consisterebbe nel reinventare tutto questo. L’Europa ha tutti i mezzi per farlo, ma il problema è che non ne ha idea, perché ha smesso di pensare, ha smesso di pensare.

“Le epoche sono caratterizzate da grandi pensieri. Oggi, l’assenza di un’epoca è assenza di pensiero. È molto possibile ricominciare a pensare, a lavorare, ma è molto, molto urgente. “, avverte Bernard Stiegler. Una depressione globale Rispetto allo stato del pianeta.

“La gente sa che non può andare avanti così, che se non cambiamo nulla, il pianeta è rovinato. Ci sono molte cose da fare ma siamo guidati da idioti, che sono depressi e la depressione può portare alla follia. (…) Gli accademici non fanno il loro lavoro, si chiudono in torri d’avorio e non si fanno carico dei problemi . Come mai non mobilita nessuno? Siamo in un sistema di codardia organizzata. Quindi dobbiamo mobilitarci. (…) Siamo tutti esposti a questa follia ordinaria. Alcuni negano e dicono che stanno andando molto bene, ma sono idioti, perché tutti abbiamo alti e bassi, siamo fallibili. Negano perché hanno bisogno di convincersene per poter dormire “.

Oggi dobbiamo rilanciare una società da sogno. L’uomo deve sognare di notte ma anche sognare ad occhi aperti, perché è dai sogni che nasce sempre la possibilità di produrre qualcosa di nuovo.

1common Club - Tech and smart gadgets shop

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Sono orgoglioso di annunciare un nuovo progetto firmato Oltre Digital.

1common Club è una raccolta di eccellenti dispositivi tecnologici, un club insolito per tutti coloro che amano la tecnologia utile. Non solo prosumers ma anche persone che vogliono migliorare la loro qualità di vita attraverso gli ultimi dispositivi tecnologici.

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m5s 2020

Lo yacht di salvataggio

m5s 2020

Era un po’ che non scrivevo di politica, e lo faccio solo per dire che non la vedo… La direzione, e neppure la Direzione 🙈

Dall’avvio della legislatura ad oggi la corazzata è stata capace di perdere ufficialmente ben 21 parlametari (e ufficiosamente molti di più). Su un’armata di 336 possono sembrare pochi – circa il 6% – ma per alcuni partiti quel numero sarebbe un obiettivo inarrivabile. E’ un peccato – o forse, a guardare la situazione odierna, sotto alcuni punti di vista è un bene – che quel numero così elevato, impressionante, inatteso, non si sfiorerà più, neppure lontanamente.

La nave affonda, ma non è un Titanic e non c’è nessun iceberg, ma una zavorra costituita da un mix di arroganza, incompetenza e reciproco astio (che ha sempre serpeggiato fra le mura pentastellate, a ogni livello). Tuttavia nella tragedia elettoralesca, si prepara a salpare un dignitoso yacht di salvataggio, che continuerà a galleggiare a lungo e in largo, senza meta, in balia delle onde e soprattutto del vento, ospitando un nutrito gruppo di sodali acritici e malleabili che invecchieranno felici, fra un post e una gaffe – pur con qualche vittoria di Pirro, va dato giustamente atto. Col cazzo che fanno ammuina, loro.

La zavorra è stata lasciata colare a picco, la megaditta, un po’ ridimensionata, è salva e g(i)alleggia (poiché da tempo non grilleggia più) sui social.

Italian food ecommerce

Arriva Spaccio Italia, l’e-commerce di eccellenze gastronomiche italiane

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Sono lieto di annunciare l’avvio delle attività su SpaccioItalia.com, una piattaforma e-commerce che offre un’accurata selezione di prodotti gastronomici italiani in vendita in oltre 50 Paesi.

Abbiamo scelto piccole e medie aziende artigianali locali che nelle loro produzioni, tutte Made in Italy, non tralasciano l’attenzione per gli aspetti salutari e nutrizionali, oltre a un mix di tradizione, innovazione e gusto.

Minimizzando le intermediazioni, possiamo praticare ottimi prezzi al pubblico, anche a un contributo ai costi di trasporto. Grazie a un eccellente servizio logistico, inoltre, possiamo far giungere i prodotti a destinazione nel più breve tempo possibile.

Scopri i sorprendenti prodotti di Spaccio Italia e con essi i sapori dell’autentica cucina italiana.

Ferruccio Lamborghini

Il marketing secondo Ferruccio Lamborghini. L’importanza del customer service (video intervista)

L’importanza di un servizio clienti, fondamentale per un’azienda di successo. Qualcosa che putroppo numerose aziende non apprendono mai.

Video estratto da un’intervista a Ferruccio Elio Arturo Lamborghini (1916–1993), l’imprenditore italiano, fondatore della casa automobilistica Lamborghini.


Figlio di agricoltori, lascia le scuole elementari e la sua passione per i motori e per le macchine lo porta a Bologna, dove lavora in un’azienda che revisiona automezzi dell’esercito.

Durante la seconda guerra mondiale, trova l’opportunità di sperimentare le sue doti meccaniche come tecnico riparatore presso il 50° autoreparto misto (base militare di Rodi nell’isola omonima nel Dodecaneso italiano).

Nel 1946, la crescente domanda di trattori del mercato italiano, unita all’esperienza acquisita nelle riparazioni, spingono Ferruccio ad intraprendere la carriera di imprenditore nella produzione di trattori. Compra veicoli militari avanzati dalla guerra e li trasforma in macchine agricole.

Nel 1948, a Cento (Ferrara), fonda la Lamborghini Trattori (l’origine del logo aziendale è legata alla data di nascita di Ferruccio Lamborghini: nel calendario zodiacale infatti il 28 aprile cade sotto il segno del Toro, inoltre egli amava la corrida).

Solo tre anni dopo la guerra, l’azienda Lamborghini era capace di progettare e costruire da sola i suoi trattori e già nel corso degli anni cinquanta e sessanta la Lamborghini Trattori diventa una delle più importanti aziende costruttrici di macchine agricole in Italia.

Seguì la produzione di bruciatori a nafta e di condizionatori, stupendo per la velocità con la quale tali prodotti riuscivano a imporsi sui mercati, in ragione delle loro alte qualità tecniche a fronte di un prezzo molto competitivo. La strategia di Lamborghini per ottenere rapidi risultati consisteva nell’individuare le aziende e i prodotti leader per poi avviare una “campagna di reclutamento” dei tecnici più significativi, offrendo loro stipendi molto più sostanziosi di quelli percepiti nelle aziende di appartenenza.

Il successo personale di Lamborghini gli permise di acquistare molte automobili di lusso, arrivando al punto, da sua stessa ammissione, di poterne guidare una diversa per ogni giorno della settimana.

Nel 1958 acquistò a Maranello una Ferrari 250 GT; negli anni successivi possedette diverse automobili del cavallino, non risparmiando le critiche: Lamborghini diceva che le Ferrari erano buone automobili, ma le considerava “rumorose” e ne lamentava gli interni essenziali.

L’idea di produrre macchine sportive gli venne dopo una discussione con Enzo Ferrari.

Ferruccio si divertiva a sgommare. Possedeva due Ferrari identiche e più di una volta ha rotto la frizione. Dopo aver sborsato fior di quattrini per ripararle a Maranello, un giorno – dopo l’ennesimo guasto – ne portò una nella sua officina e un meccanico, anche lui di Casumaro, la smontò. La frizione che si rompeva era identica a quella che montava sui suoi trattori». Da quel momento le lamentele di Ferruccio Lamborghini con il “Drake” Enzo Ferrari divennero molto più accese: «Spendo una fortuna per un’auto fatta con i miei pezzi!». Pare che la risposta di Enzo Ferrari sia stata: «La macchina va benissimo. Il problema è che tu sei capace a guidare i trattori e non le Ferrari».

Questa, secondo la nota leggenda, peraltro confermata dallo stesso Ferruccio, fu la molla che fece scattare la sua decisione di fondare il settore automobili della Lamborghini, allo scopo di costruire una vettura sportiva secondo i suoi canoni. Lamborghini sosteneva che una vettura Gran Turismo dovesse offrire alte prestazioni senza sacrificare le doti stradali e la qualità degli interni.

Fonte: Wikipedia Italia

Remove news sources with paywall

Come nascondere fonti con paywall da Google News

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Il paywall (letteralmente muro costituito dal pagamento) è uno strumento che limita l’accesso agli utenti che hanno pagato per iscriversi a un sito web.

Negli ultimi anni è cresciuto tra alcune fonti di notizie nonostante un massiccio uso di pubblicità e una raccolta di cookies che possono già coprire i costi.

An annoying news paywall

Un fastidioso paywall, in questo caso del Corriere della Sera, probabilmente il più noto dei quotidiani italiani.

 

Gli utenti della rete sono liberi di pagare per informazioni di buona qualità, ma dovrebbero anche essere in grado di scegliere fonti di informazione gratuite, che non per questo sono necessariamente meno attendibili o dettagliate di quelle a pagamento.

Inoltre, non è possibile pagare per tutte le fonti a pagamento e fare una scansione della qualità delle loro notizie – questione di tempo e costi. Va anche ribadito come numerose fonti di informazione, anche con paywall, non facciano giornalismo imparziale ma siano piuttosto di parte. I loro articoli sono prevalentemente propaganda politica e da marchette (i cosiddetti advertorials, ossia product placement e performance marketing mascherato da recensioni o comparazioni di prodotti). Perché pagare per leggere della pubblicità mascherata da giornalismo, oltre a quella ufficiale già presente?

Se desideri filtrare solo le fonti gratuite sul tuo Google News, l’aggregatore di notizie più popolare al mondo, esiste un modo semplice come mostrato negli screenshots in basso:

Remove news sources with paywall

Select “Other”

Remove news sources with paywall

Nascondi notizie da una fonte particolare

 

Allo stesso modo, nella personalizzazione offerta dalla piattaforma di notizie di Google, è opportuno anche escludere fonti di scarsa qualità che non creano informazione ma riproducono, riscrivendo malamente, quanto già esistente solo per generare volumi di traffico a loro vantaggio. In tal modo si può avere una selezione di fonti gratuite, attendibili e autorevoli che meritano di essere visualizzate.

EU GDPR e fotografia di strada

Salviamo la Fotografia di Strada dal GDPR dell’UE!

Il GDPR (General Data Protection Regulation), entrato in vigore il 25 maggio 2018, può rappresentare la fine della street photography. La tua immagine da sogno di quella ragazza nel campo di girasoli è una “raccolta e condivisione di dati personali ” agli occhi di un responsabile della protezione dei dati e degli euroburocrati. Molti elementi della tua foto sono dati personali: il suo viso, la posizione, l’ora e la data e tutto ciò che è legato alla sua identità.

La conseguenza legale: devi fornire una sorta di giustificazione per scattare quella foto e per metterla sul tuo hard disk o – peggio – per condividerlo su Instagram o altrove. Se sei un professionista, hai una liberatoria per il modello. Se sei solo un amico, la foto è fuori dal campo di applicazione del GDPR (si tratta di “attività personali o domestiche”). Ma un appassionato di fotografia siede a disagio a metà del guado.

La #fotografia di strada diventa soprattutto un incubo legale. Non puoi ottenere il consenso prima di scattare perché questo di solito distruggerebbe il momento. Secondo la nuova legge europea sulla protezione dei dati, non ti è permesso di richiederlo dopo. Se sei il fotografo di un evento, potresti obiettare che fotografare i visitatori in una conferenza è “necessario ai fini degli interessi legittimi” (articolo 6 lettera f del GDPR). Non hai bisogno di consenso quindi, ma ci sono sempre dei rischi.

Puoi scattare un elegante uomo d’affari per la strada? Non più. E certamente non puoi farlo quando un bambino è nella tua foto.

Certo, prima c’erano le leggi per la fotografia. La Germania ha una legge per la fotografia che risale al 1907 (!), Quando il Bundesrepublik era ancora un “Kaiserreich”: il Kunsturhebergesetz. Potresti essere condannato se hai diffuso immagini di persone senza il loro consenso. È una reazione ai primi paparazzi del mondo: due fotografi avevano scattato una foto al defunto Otto von Bismarck sul letto di morte.

Nel corso degli anni, i nostri tribunali hanno trovato un equilibrio accettabile tra i diritti alla privacy e la libertà di fotografia. Molto recentemente, la Corte costituzionale tedesca ha anche stabilito che la fotografia di strada è protetta dalla costituzione perché è “arte”!

Quel giusto equilibrio ora è a rischio con il GDPR. La natura di un regolamento dell’UE è brutale e implacabile (come molte delle castronerie che piovono dalle stanze del potere burocratico): queste leggi entrano in vigore in tutti i paesi e i tribunali devono ignorare tutte le leggi nazionali che contravvengono.

millenium bridge, london, uk

C’è qualche speranza però: alcuni avvocati sostengono che la buona vecchia legge del 1907 persiste nonostante il GDPR. Citano l’arte. 85, una disposizione che tratta “Elaborazione e libertà di espressione e informazione”. In sostanza, si chiede agli Stati membri “di conciliare il diritto alla protezione dei dati personali ai sensi del presente regolamento con il diritto alla libertà di espressione e di informazione”, anche per “espressione artistica”, leggi fotografia di strada.

La situazione attuale è tragica: la Germania dovrebbe accogliere la fotografia di strada. Anche se potrebbe non essere il luogo di nascita della fotografia di strada, almeno un tedesco ha sviluppato lo strumento per alcuni dei più famosi fotografi: le fotocamere Leica!

L’UE ha tradizionalmente avuto un ruolo nella protezione dei dati. Non c’è da stupirsi che sia stato un tedesco dei Verdi a spingere per il GDPR…

Non una sorpresa considerando che la Germania non consente nemmeno le utilissime riprese di Google Street View , a differenza di altri paesi. Manteniamo i privacy-freaks lontani dal processo decisionale. La loro ossessione per la privacy sta uccidendo l’arte e la libertà di espressione e di affari.

E’ urgente avviare una campagna di disobbedienza civile contro le mostruose regolamentazioni e la burocrazia dell’UE che stanno colpendo, in particolare, cittadini, professionisti e piccole e medie imprese, ora gravate da costi e procedure supplementari con rischi di multe milionarie. Nessuno ha mai sentito il bisogno di applicare tali regole alla foto di strada, quindi ora c’è una petizione per chiedere una sanatoria a queste regole da matti imposte a tutti i cittadini europei.

e-learning

Wireless.Education: apprendi qualsiasi cosa, ovunque

La tecnologia ha aumentato le possibilità di apprendere molti argomenti da qualsiasi luogo. 

I MOOC (Massive Open Online Courses) rappresentano lo studio di massa, in cui università prestigiose offrono a chiunque l’opportunità di accedere a corsi di formazione di elevata qualità gratuitamente o mediante il pagamento di una piccola tariffa, spesso offrendo anche un esame finale di certificazione delle competenze acquisite.

Wireless.Education è un sito che elenca i più popolari strumenti per apprendere qualsiasi cosa, ovunque, in qualsiasi momento, dalle lingue straniere alla preparazione di test ed esami (come IELTS, TOEFL, GMAT, GRE) oltre alle competenze più richieste dal mercato del lavoro di oggi e alle tecniche di studio necessarie per eccellere (lettura veloce, imparare come imparare, ecc.)

Wireless-Education

 

Petizione per chiedere riforma del voto degli italiani estero

Petizione per chiedere la riforma del sistema elettorale per gli italiani all’estero

Il voto per gli italiani all’estero rappresenta una grande conquista democratica per un numero consistente di cittadini italiani, crescente a ritmi elevati di anno in anno (114.000 italiani trasferiti all’estero nel solo 2016).

Tuttavia, la modalità di svolgimento elettorale ha in più casi messo in discussione i princìpi costituzionali secondo cui il voto deve essere personale, uguale, libero e segreto.

Quali sono le problematiche rilevate nel voto degli italiani all’estero?

Il voto per posta ha messo in luce numerose falle del sistema che hanno causato frequenti brogli, testimoniati da numerose inchieste giornalistiche negli anni. Qui un elenco non esaustivo:

plichi elettorali giunti incompleti (schede doppie o mancanti, etc.)
elenchi elettorali non aggiornati (sono presenti anche soggetti defunti)
plichi consegnati in ritardo, oltre il termine utile per votare
plichi sottratti dai cosiddetti “cacciatori di plichi” che li rivendono a candidati senza scrupoli
schede false, riprodotte da tipografie in possesso dei files originali
difficoltà per i cittadini di interfacciarsi con i Consolati per richiedere un nuovo plico in caso di consegna non effettuata o contenuto alterato
plichi contenenti materiale di propaganda elettorale o altro
materiale elettorale redatto esclusivamente in lingua italiana, tanto nel plico quanto sui siti dei Consolati, nonostante una componente importante di italiani all’estero non parla correntemente l’italiano
gravi noncuranze e irregolarità osservate da numerosi testimoni nella fase di spoglio
Cosa si chiede pertanto con questa petizione?

Si chiede urgentemente di modificare il sistema di voto degli italiani all’estero, affinché consenta a tutti di esercitare il proprio diritto e sia effettivamente rappresentativo della volontà popolare.

Quali sono le proposte di miglioramento che possono essere messe in atto?

inversione del sistema di voto, come accade in altri Paesi o, per l’Italia, in occasione del voto per i Comites: i cittadini che vogliono votare fanno preventivamente richiesta ai Consolati (anche online) e riceveranno il plico al loro indirizzo di residenza estero. Darebbe modo di votare solo a chi è realmente interessato.
voto online, con carta di identità elettronica, come accade in numerosi Paesi. Risulta più rapido, meno costoso e più sicuro, oltre a consentire, grazie al sistema di riconoscimento digitale, l’accesso a numerosi servizi offerti dai Consolati ad oggi con notevoli ritardi e difficoltà.
voto presso le sedi consolari, per lo meno limitato ai cittadini che risiedono entro una certa distanza dalle stesse sedi: eviterebbe l’invio dei plichi postali, limitati a chi risiede lontano (in tal caso si può utilizzare una raccomandata). Ridurrebbe i costi e aumenterebbe la sicurezza.
accordi con enti locali stranieri, per consentire di votare in ambienti pubblici con possibilità di riconoscimento da parte di pubblici ufficiali locali.
ulteriori metodi individuati attraverso le buone pratiche di altri Paesi.
Cosa faremo con i dati di questa petizione?

Li sottoporremo ai portavoce eletti in Parlamento affinché possano dare maggiore forza a un’iniziativa politica volta a migliorare il sistema di voto all’estero.
Un numero elevato di sottoscrittori servirà a sensibilizzare l’opinione pubblica.
Eventualmente, i risultati serviranno a dare maggiore forza a una Petizione al Parlamento Europeo intrapresa da candidati ed elettori italiani.

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Petizione contro oscuramento RAI all'estero

Petizione contro oscuramento dei programmi RAI TV all’estero

Numerosi programmi trasmessi dai canali della RAI in Italia vengono regolarmente oscurati all’estero per coloro i quali vogliano vederli attraverso internet.

Nonostante il pagamento di un canone annuale e una generosa raccolta pubblicitaria, la TV pubblica italiana nega a milioni di italiani all’estero la possibilità di vedere la programmazione tramite internet.

Questo fatto oltre che essere un freno alla possibilità per i nostri connazionali all’estero di sentirsi vicini al proprio Paese, rappresenta anche un limite alla diffusione di lingua e cultura italiana nel mondo, che invece dovrebbe essere promossa dalle istituzioni nazionali e dalle reti radiotelevisive pubbliche.

Numerosi canali televisivi privati, che pure non beneficiano di alcun introito dal canone, non hanno simili limitazioni nella diffusione della loro programmazione via internet, pertanto si chiede perché la RAI deve limitare tale possibilità. Potrebbe utilizzare le proprie risorse a beneficio di una maggiore copertura piuttosto che per il pagamento di lauti compensi ad artisti e dirigenti.

Per questo si chiede il massimo impegno affinché siano visibili via internet gratuitamente TUTTE le produzioni nazionali all’estero e gran parte delle produzioni estere.

FIRMA LA PETIZIONE RAI